domenica 15 aprile 2018

Un miliardario fuori dal comune - Recensione

Buona domenica, lettori. Oggi  vi parlo di Un miliardario fuori dal comune, di J. S. Scott. In realtà lo già letto da qualche giorno, ma sono riuscita a trovare un attimo di tempo per completare la recensione solo oggi.
Titolo: Un miliardario fuori dal comune
Titolo originale: No ordinary billionaire
Serie: I Sinclair Vol. 1
Autore: J. S. Scott
Editore: AmazonCrossing
Prezzo: eBook  3.99
cartaceo € 9.99
Pagine: 266




TRAMA
A Dante Sinclair, miliardario supersexy, non è mai importato granché del patrimonio di famiglia. Dante ha sempre voluto fare il poliziotto e oggi è diventato un eccellente detective della squadra Omicidi della polizia di Los Angeles. Sconvolto per la morte in servizio del partner e ferito lui stesso, si rifugia nella sua villa sul mare ad Amesport, nel Maine.
Sarah Baxter, giovane dottoressa dall’intelligenza eccezionale, è arrivata ad Amesport per sfuggire a un tragico evento. È lei a doversi occupare della convalescenza del fascinoso miliardario.
Il rapporto medico-paziente ha però vita breve, uno scambio di sguardi è sufficiente perché la passione divampi. Ma il passato di Sarah riemerge minaccioso dall’ombra e riprende a perseguitarla senza pietà.
Riuscirà Dante a superare il proprio dolore e a farsi strada nei segreti che lei custodisce, in tempo per proteggerla e metterla in salvo?



RECENSIONE
"È un investigatore della Omicidi di Los Angeles e lavora in un distretto con il tasso annuo più elevato di assassinii. Forse è proprio la sua testardaggine a tenerlo in vita."
Quando hai un Q.I. pari a quello di Einstein, sei destinato a fare grandi cose nella vita, o almeno questo è quello che crede la madre di Sarah. È per questo che sin dalla tenera infanzia la costringe a dedicare l'intera vita allo studio e alla formazione professionale. Questo fino a quando Sarah non rimane vittima di un tragico evento che le ha quasi spezzato la vita. Spaventata, scappa, e decide di andare a vivere a Amesport, una piccola isoletta in cui gli abitanti si conoscono tutti e si aiutano a vicenda. A causa del trauma che ha subito, poi, non riesce neanche più ad entrare in un ospedale, e quindi si limita a fare il medico curante. Proprio a causa della sua professione, si ritrova ad avere tra i pazienti Dante Sinclair. Pur essendo milionario, Dante non è minimamente interessato ai soldi. Il suo sogno è sempre stato quello di diventare poliziotto, e grazie alla dedizione dimostrata è entrato a far parte della squadra di detective della Omicidi della polizia di Los Angeles. Non si è mai preso un attimo di pausa, fino a quando, in un'operazione non rimane ferito e non perde il suo collega e migliore amico. A questo punto è costretto a fermarsi, e non solo per le ferite del corpo, ma anche perché la perdita della persona che gli era sempre accanto lo porta a provare sensi di colpa, e in generale ad avere problemi ad affrontare la perdita. Sarà proprio Sarah ad aiutarlo ad andare avanti. Ma, se lui capisce quasi subito che la vuole nella sua vita, lei è più restia a fidarsi. Questo fino a quando il passato non bussa alla porta, e Sarah si ritrova nuovamente in pericolo. Dante farà di tutto per proteggerla e tenerla al sicuro, instaurando con lei una relazione. Quando però il pericolo sarà passato, Sarah e Dante capiranno che la loro storia non è solo momentanea?
"«Dobbiamo smetterla, Dante.» «Non posso» le rispose in tono grave, consapevole di quella verità. Tutto questo era nuovo anche per lui, ma non ne aveva paura. Lo spaventava di più l’idea di perdere l’intensità delle emozioni che Sarah gli faceva provare. Dal giorno in cui Patrick era morto, aveva vissuto in una sorta di oscurità. Per amore di onestà, quel vuoto probabilmente c’era già da molto, magari nascosto, c’era da prima che l’amico se ne andasse. «Mi fai sentire di nuovo vivo» le confessò."
Parto dicendo che io adoro le storie ambientate in piccole cittadine o isolette. Mi piace il clima che si respira attraverso le pagine, e il fatto che i paesani sono sempre pronti a darsi una mano di aiuto. Quindi l'ambientazione è promossa.
Per il resto ci sono molti punti che mi hanno lasciata perplessa. Innanzitutto l'intelligenza di Sarah. Dalle pagine del libro, non esce propriamente un genio. Sembra una persona molto razionale, ma a parte l'età, infatti è molto giovane per aver finito gli studi ed essere già medico, niente lascia presupporre la sua genialità. Dante invece l'ho apprezzato di più. Pur reticente all'amore, capisce che vuole Sarah, e quando lei è in pericolo fa di tutto per proteggerla, pur essendo ancora ferito. Mi è piaciuto anche il suo modo di prendersi cura di lei, facendole provare tutte le prima volta che si era persa, come andare in bicicletta, o possedere una bambola. La madre di Sarah, poi, è senza senso. A parte il fatto che non è che essere geniali, comporta l'insensibilità, sua madre, dopo essere stata praticamente assente nell'adolescenza, adesso la cerca soltanto per affibbiarle fantomatici mariti, affinché possano generare un esercito di piccoli geni. E alla fine, dopo che lei è completamente insensibile nei confronti dei problemi della figlia, bum, esce fuori che lei amava tremendamente il marito, e dopo la sua perdita si è chiusa in se stessa. Mi è sembrata una conclusione per raggiungere il lieto fine da tutti i punti di vista. 
Un'altra cosa che non ho molto ben capito è la storia di Grady, fratello di Dante, ed Emily. Leggendo i riferimenti che se ne fanno, sembra che sia una storia già scritta, tanto che avevo creduto di essermi persa il primo volume della serie (non sarebbe la prima volta). Ma questa volta non è colpa mia, perché sono andata a cercare, è questo è veramente il primo volume.
Come potete capire il libro non mi ha colpito molto, e non solo per alcune imprecisioni, anche la narrazione a volte è un po' lenta, e a volte ho pensato di abbandonare la lettura. Se usciranno gli altri volumi, onestamente, non so se li leggerò.
«Ti amo. Non so né perché né quando sia accaduto. So solo che è così e non posso farci niente.» «È proprio questo che voglio, che tu non possa farci niente» rispose lui con un ruggito gutturale. Iniziò ad avanzare fino a quando Sarah non si ritrovò con le spalle contro la parete. «Ti amo anch’io. Ti amo talmente tanto da non riuscire a pensare con lucidità. Forse, se avessi avuto ancora una sola cellula cerebrale in testa, mi sarei reso conto di non voler andare da nessuna parte.»

Voto 





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