giovedì 22 febbraio 2018

Un ragazzo d'oro - Recensione

Buonasera lettori! Negli ultimi tempi avevo voglia di leggere un 'libro-pausa'. È così che chiamo quei romanzi ironici, divertenti, con una storia senza drammi eccessivi. Quando si ha solo voglia di staccare, senza però la necessità di riflettere troppo su quello che si legge. Non so se capita anche a voi la necessità di leggere qualcosa del genere. Sono riuscita a trovare quello che cercavo in Un ragazzo d'oro di Lauren Blakely.
Titolo: Un ragazzo d'oro
Titolo originale: Full package
Serie: Hard Rock Series vol. 4
Autore: Lauren Blakely
Editore: Mondadori
Prezzo: cartaceo € 15.21
          eBook  8.99
Pagine: 216


TRAMA
Mi dicono che sono dotato. Beh, ovviamente non intendo solo in quel senso... Ho anche un discreto cervello e un cuore grande. E mi piace usare tutti i miei doni al meglio. Sono, in pratica, un ragazzo d'oro.
La mia vita scorreva tranquilla finché mi sono ritrovato alle prese con una coinquilina provocante, in una situazione davvero complicata... Perché riuscire a scovare un appartamento a New York è più difficile che trovare il vero amore. Così, anche se adesso vivo con la sorellina del mio migliore amico, estremamente sexy e incredibilmente affascinante, so perfettamente come mi devo comportare: posso resistere a Josie, sono disciplinato e so tenere le mani a posto, anche se condividiamo solo cinquanta metri quadrati e le tentazioni sono tante. Ma io le ho sempre ignorate, almeno fino alla notte in cui lei ha insistito per infilarsi sotto le mie coperte... L'avrebbe aiutata a dormire dopo ciò che era successo quel giorno, diceva. Vi dò un indizio: nessuno dei due ha dormito...
Vi ho già detto che lei è anche la mia migliore amica? Che è brillante e stupenda sotto ogni punto di vista? Immagino che queste qualità rendano anche lei una ragazza d'oro...

RECENSIONE
"Ognuno possiede una dote particolare. C’è chi è capace di leccarsi il gomito, chi di infilarsi un pugno in bocca (bambini, non provateci), chi di muovere gli occhi in direzioni opposte. Sono senz’altro tutti trucchetti notevoli. Il mio talento, unico nel suo genere, mi salverà da una situazione destinata a indurre un alzabandiera mattutino che dura tutto il giorno.
Ecco il mio dono: sono il re dei compartimenti stagni. Ogni cosa
viene stivata in un apposito cassetto: desideri e azioni; libidine  e sentimenti; amore e sesso. Uno va qui, l’altro va lì. E non si mescolano mai."
Chase Summers è un dottore e dopo aver passato un'anno a lavorare per Medici senza Frontiere, torna a New York per prendere servizio come medico di pronto soccorso. Il problema è che trovare una casa nella Grande Mela, senza avere a disposizione molti soldi, e in più vicino all'ospedale, non è poi così semplice. Così dopo avere ricevuto avance persino dalla sua agente immobiliare, decide di accettare la proposta della sorella del suo amico Wyatt, Josie, nonché sua amica da molto tempo. Josie è una bella donna, simpatica, intelligente e ironica, che in più fa la pasticcera, sicuramente un punto a suo favore, se siete golosi. Fra i due c'è sempre stata una grande amicizia, ma cosa succede quando si trovano a dividere un appartamento di cinquanta metri quadrati? Chase è convinto di riuscire a resistere alla tentazione, essendo un tipo molto razionale, che riesce ad organizzare il suo cervello per scomparti. Solo che è sempre stato attratto da lei, e non solo fisicamente. Dopo aver ceduto alla tentazione la prima volta, decidono che non vogliono perdere la reciproca amicizia, e quindi saranno soltanto amici con benefit, fino a quando non riusciranno ad eliminare l'interesse fisico che provano l'uno per l'altra. Ma succederà per davvero? Oppure l'aggiunta del rapporto intimo non farà altro che acuire i sentimenti che già provano?
"Lei si gira sul fianco, reggendosi la testa con la mano, proprio come me. Lo spazio tra noi è infinito e, al tempo stesso, quasi inesistente. Ci separano quindici, forse venti centimetri. Abbastanza pochi per infilarle le dita fra i capelli, attirarla a me e baciarla appassionatamente. Ma anche più che sufficienti per non varcare quella linea.
Confini. Amicizia. Averla nella mia vita. Vivere con lei. Ci sono un sacco di ragioni per restare su questo lato della barriera."
Prima di tutto voglio fare una domanda alla casa editrice. Dopo il caso della Wynette, Texas series di Susan Elizabeth Phillips, che la Leggereditore ha pensato bene di pubblicare dal quinto volume fino al settimo, per poi ricominciare dal primo (in uscita prossimamente), ora ci si mette anche la Mondadori, pubblicando solo il quarto volume di questa serie. E io mi domando: PERCHÈ? Capisco tutti i problemi di mercato ecc ecc, ma voi avete idea di quanto sia difficile leggere un libro che fa riferimenti, anche soltanto attraverso  nomi, a volumi precedenti che tu non conosci? Praticamente sembra che la scrittrice sta facendo la lista della spesa. Ché poi io sono già confusionaria di mio, leggo le serie dalla fine, per poi ricominciare dal primo volume, ma così mi mettono ancora di più in confusione. 
Andando oltre il mio sfogo personale, ora vi parlo del libro, giuro. 
Sicuramente non è un capolavoro, o un libro che, dopo averlo chiuso, ti lascia un sacco di trip mentali. No, questo è un perfetto 'libro-pausa'. Divertente, ironico, con personaggi un po' stereotipati, che però non si fanno troppi viaggi mentali. Abbiamo Chase che dopo una delusione d'amore causata proprio da una sua amica, non sa se è pronto a riprovare il dolore non solo di perdere l'amore, ma anche l'amicizia. Ma ovviamente l'amore vince qualsiasi ostacolo, e alla fine si renderà conto che un'amicizia a metà è peggio che non avere niente. Josie invece è meno caratterizzata. La conosciamo soltanto dalle ricette che lei scrive, in cui aggiunge dei passaggi non propriamente culinari. Direi che forse qualche capitoletto dal suo pov avrebbe fatto bene, anche per riuscire a capire le sue motivazioni. Perché il fatto che lei si vada a ficcare nel letto di quello che è un amico, ma verso cui prova una forte attrazione, tanto normale non è, neanche nel contesto si riesce a spiegare pienamente. Chase invece è proprio sfigato. Prima inizia una relazione con una sua cara amica, che finisce non proprio nel migliore dei modi, poi non riesce a trovare neanche un monolocale nei pressi dell'ospedale in cui lavora, e infine va ad innamorarsi proprio di un'altra sua amica, cioè ci vuole impegno. Lo consiglio, sicuramente, se avete voglia di qualche scena bollente, e di un po' di risate. Se però siete a dieta, io eviterei la lettura, perché i dolci che Josie prepara fanno venire l'acquolina in bocca.
«La storia degli alimenti afrodisiaci è forte, ma forse non è il cibo in sé a essere sensuale.» Mi guarda negli occhi. «Forse dipende solo dalla compagnia, e non dal lume di candela, dalla
musica o dal modo in cui imbocchi qualcuno.» Le metto un braccio sulla spalla e le confesso tutta la verità. «Josie, tu potresti mangiare un panino al tonno e io mi ecciterei lo stesso.» Lei si porta una mano al petto e sbatte le ciglia. «Penso che sia la cosa più erotica che tu mi abbia mai detto.»»

Voto 



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martedì 20 febbraio 2018

L'ultima riga delle favole - Recensione

Buongiorno lettori. Tra la fine di un esame, le faccende di casa che avevo lasciato indietro, gli amici che avevo trascurato, anche settimana scorsa è passata quasi interamente senza leggere. Però sono riuscita a finire un libro che avevo iniziato qualche tempo fa e poi abbandonato. Si tratta di L'ultima riga delle favole di Massimo Gramellini.
Titolo: L'ultima riga delle favole
Autore: Massimo Gramellini
Editore: Longanesi
Prezzo: cartaceo € 14.11
          eBook  7.99
Pagine: 258


TRAMA
«Vuole dirmi con parole sensate in quale incubo mi trovo?» «Alle Terme dell’Anima, signore.» «Sono morto, dunque?» «A me non risulta. Lei è ricoverato qui per ricominciare a vivere.» 
Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l’anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

RECENSIONE
"I fanali illuminarono la sagoma di un uomo che si sbracciava sul ciglio della strada. Un ubriaco, uno zingaro, un ladro, comunque un essere umano: brutta razza. Lo ignorò."
Quella di Tomàs è la vita di molti esseri umani. Feriti da bambini, continuano a scappare per tutta la vita, inconsciamente. Sono soddisfatti della vita che conducono, e si credono anche superiori, perché loro non si abbassano ai sentimenti e alle passioni, ma con il loro cinismo rimangono al di sopra di tutto ciò. Ma la vita chiede il conto. E quando Tomàs si trova in punto di morte a salvarlo è un desiderio, un desiderio d'amore. Perché proprio quest'uomo cinico e sarcastico, una volta è stato un bambino, il cui desiderio era trovare l'anima gemella. È per questo che vine mandato alle Terme dell'Anima. Per imparare ad amarsi e ad amare. Il viaggio che fa è tutto interiore, passando per una Palestra, dove i tapis roulant si muovono grazie alla forza dei desideri, e immergendosi in una vasca in cui ritorna bambino. Incontrerà i Maestri, che lo indirizzeranno per la retta via, e lo aiuteranno a capire i suoi errori, per permettergli di capire qual è il suo obiettivo nella vita. E farà la conoscenza anche di altri esseri umani, che si trovano lì perché, proprio come lui, per tornare a vivere, devono prima analizzare la propria vita.

«Dove sono?» «Dove ha chiesto di andare.» «Non ho chiesto nulla.» «Ha desiderato.» «Non mi pare. E comunque da quando in qua i miei desideri vengono esauditi? Io non sono nessuno.» «Forse ha dimenticato l’impresa straordinaria che realizzò per venire al mondo. Lei è il vincitore di una gara di nuoto fra trecento milioni di spermatozoi.»
Quello che ha scritto Massimo Gramellini è un viaggio all'interno dell'anima. Questo rende il libro particolare, perché bisogna seguire passo dopo passo il viaggio di quest'uomo di cui noi non sappiamo niente. Ne veniamo a conoscenza a poco a poco, grazie ai vari ricordi che gli vengono in mente durante le varie prove e sfide. Di questo libro mi aveva incuriosito la trama e la copertina e conoscevo un po' lo scrittore attraversi i suoi interventi in televisione, ma non avevo mai letto nulla di suo. Non mi ha deluso. In questo libro vengono poste le domande che ognuno di noi si pone, 'Cosa sarebbe successo se avessi reagito in modo diverso?', 'È possibile trovare l'anima gemella?'. E Gramellini cerca di dare una risposta, riconducendo tutto all'amore e alla forza interiore. Tutti noi siamo Tomàs. Per risposta al dolore ci allontaniamo sempre più dal nostro essere interiore, diventiamo più seri, più distaccati, fino a quando di noi non resta che un guscio vuoto, all'interno del quale sono andati persi la gioia e la voglia di vivere. Quello che però Gramellini cerca di mostrarci è che ognuno di noi ha uno scopo nella vita. Che tutte le nostre scelte, le nostre azioni, ci conducono al nostro più grande desiderio (nel caso di Tomàs l'anima gemella). Ho molto apprezzato l'attenzione messa nei dialoghi dei vari personaggi. Tutti i Maestri delle Terme hanno, infatti, delle caratteristiche che sono rispecchiate nel loro linguaggio, quindi troviamo la Voce dentro la testa che parla per frasi breve e ripetute, Andrea che invece rac-canta in poesia. 
Un libro da leggere al di là della storia, per riuscire ad assimilare il messaggio che manda. Tutti noi, ad un certo punto, dovremmo analizzare la nostra vita e tirare le somme, anche senza l'aiuto di questi strani personaggi.
"«Può un uccello dimenticarsi di essere un uccello?» si domandò. «Certo che può. Io non mi sono forse dimenticato per tutta la vita di essere un uomo?» si rispose."

Voto 




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sabato 17 febbraio 2018

Parlando di musica #1

Buonasera lettori! Nelle ultime settimane, e soprattutto durante la settimana di Sanremo, mi è venuta un'idea. Nella mia vita, oltre ai libri, ha una grande importanza anche la musica. Penso che accompagni un po' tutti durante le giornate, volenti o nolenti ascoltiamo le canzoni che passano alla radio mentre facciamo la spesa, mentre siamo in macchina. E quindi ho pensato: perché non parlarne insieme? Ovviamente qualsiasi mio parere sulle canzoni è personale, dal momento che non sono un critico musicale e non ci tengo neanche a diventarlo. Anche perché credo che la musica sia ancora più soggettiva della lettura, perché se un libro è grammaticalmente scorretto, quello è. In una canzone è difficile poter affermare qualcosa in maniera oggettiva. E poi spero che possiate anche consigliarmi nuovi generi, nuovi cantanti, perché, lo ammetto, il mio panorama musicale è un po' limitato.
 Ovviamente durante la settimana del Festival sono usciti la maggior parte degli album dei cantanti in gara. E sì, perché se non era abbastanza dover alzarsi presto per studiare dopo essere andati a dormire all'una di notte, ogni anno pensano bene di non farci studiare neanche il giorno, perché a noi la canzone che presentano non ci basta. Noi vogliamo ascoltare l'intero album. 
Per iniziare, avevo bisogno di un autore che facesse il botto. E chi meglio di uno dei vincitori di Sanremo? E così oggi vi dico quello che ho pensato ascoltando l'album di Ermal Meta.
Titolo: Non abbiamo armi
Artista: Ermal Meta
Prezzo su Amazon: €12.99
Data di uscita: 9 febbraio 2018
Brani: 1 Non mi avete fatto niente
2 Dall'alba al tramonto
9 primavere
Non abbiamo armi
Io mi innamoro ancora
Le luci di Roma
Caro Antonello
Il vento della vita 
Amore alcolico
10 Quello che ci resta
11 Molto bene, molto male
12 Mi salvi chi puo'


Parto dicendo che il suo album precedente, 'Vietato morire', credo che sia difficilmente superabile. Ne ho adorato ogni singolo brano. E quindi avevo un po' paura che questo potesse deludermi. Ed effettivamente la prima volta che l'ho ascoltato non mi aveva convinto molto. Ma ho capito il perché, e cioè perché io mi aspettavo qualcosa simile ai brani precedenti, e invece no. Questo è un altro Ermal Meta, ma solo diverso, non peggiore.
L'album si apre con il brano che gli ha permesso di vincere il Festival, 'Non mi avete fatto niente'. Scritto in collaborazione con Fabrizio Moro e Andrea Febo, non poteva che essere un capolavoro. Un inno di speranza contro il terrorismo. Ogni volta che lo ascolto guardando il video mi commuovo.
Il secondo brano, 'Dall'alba al tramonto' è invece più movimentato, più cantabile, e parla d'amore, come solo Ermal sa fare, con le strofe che elencano tutta una serie di luoghi e il ritornello in cui l'amore è visto come fiducia e come qualcosa che si capisce anche se non si parla la stessa lingua.
'9 Primavere' è invece il racconto della fine di una storia e di come, nonostante il dolore che si prova, l'affetto per quella persona con cui si sono condivise così tante esperienze non si dimentica. La musica più lenta ci accompagna tra le varie avventure che sono comuni a tutte le coppie.
La canzone che dà il titolo all'album, 'Non abbiamo armi', è, secondo me, quella che si avvicina maggiormente al suo precedente lavoro, per il modo in cui è cantata. Come praticamente tutte le sue canzoni ha un significato profondo, parla di come la vita sia sempre pronta a metterci davanti degli ostacoli, ma anche di come sia necessario superare le sfide per poter andare avanti e "costruire il tuo sorriso".
Si passa poi a 'Io mi innamoro ancora', più veloce. Non è esattamente una canzone d'amore, o per lo meno non di amore romantico. L'amore di cui parla è quello verso la vita, in tutti i suoi aspetti, anche quelli materiali che però ne fanno parte. Personalmente credo che ripeta troppe volte il motivo del ritornello, che alla fine stanca un po'.
Dopo un'introduzione al pianoforte inizia quella che secondo me è la canzone in cui è maggiormente presente l'amore romantico 'Le luci di Roma'.Dal titolo può sembrare un omaggio alla città, che invece fa solo da sfondo alla ricerca e al ricordo di un amore perduto.
'Caro Antonello' è invece un omaggio ad Antonello Venditti, e si capisce che è proprio lui da una serie di richiami alle sue canzoni. Maggiormente parlate rispetto alle precedenti, dà molto spazio alla musica, che sembra quasi rispondere, nel ritornello. Una celebrazione di quello che si capisce essere un amico, a cui vengono poste delle domande quasi esistenziali.
Una fra le mie preferite è 'Il vento della vita', in cui si parla della forza necessaria per andare avanti, e di come, nella vita, gli ostacoli ci aiutano a diventare più forti e a farci capire che bisogna godersi il viaggio, non solo la meta.
'Amore alcolico' è invece una tra le più radiofoniche dell'album, con un andamento più mosso e un testo leggermente meno impegnativo, e un neologismo di cui sto ancora cercando di capire il significato.
La mia preferita in assoluto è però 'Quello che ci resta', in cui si parla di quell'amore che spero un giorno di conoscere, quello che "spacca le ossa".
'Molto bene, molto male', penultimo brano, fa un maggior uso di effetti sonori. Molto allegra e ritmata, ci proietta già verso l'estate.
Chiude l'album 'Mi salvi chi può'. Brano molto lungo, mette quasi insieme due canzoni diverse, con una prima parte più lenta e la seconda invece più ritmica. Diversa in tutto dalle precedenti, si conclude proprio con la parola 'fine'.

A questo punto la mia domanda è una: come fa Ermal Meta a creare così tanti capolavori? Non posso dire di preferire quest'album a quelli precedenti, ma sono tutti li, si contendono il primo premio. È un album che secondo me va ascoltato più volte, per riuscire a capire i brani al di là del ritmo e della musica che colpisce al primo ascolto. Comunque una cosa è certa, neanche questa volta ci hai deluso.



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Voi lo avete già ascoltato? Vi è piaciuto, o avete qualche critica da fare?

giovedì 15 febbraio 2018

Imperdonabile inganno - Recensione

Buongiorno lettori. Mi scuso per l'assenza di ieri, ma in questa settimana non ho letto quasi nulla e quindi sarebbe stato pure un po' inutile fare la solita rubrica. Oggi vi parlo del secondo volume della miniserie 'Scandali a St. James's'. Si tratta di Imperdonabile inganno, in cui il protagonista è Drake, il bambino che avevamo conosciuto, come ladruncolo, in Tra le braccia di un duca, terzo volume della serie precedente. 
Titolo: Imperdonabile inganno
Titolo originale: Once More, My Darling Rogue
Serie: miniserie Scandali a St. James's vol.2
Autore: Lorraine Heath
Editore: HarperCollins
Prezzo: cartaceo € 6.88
          eBook  2.99
Pagine: 318

TRAMA
Londra, 1874 - Drake Darling è un orfano che viene dalla strada, figlio di un delinquente giustiziato sulla forca. Benché dalla morte dei genitori sia stato cresciuto con affetto dai Duchi di Greystone, anche ora che è divenuto un uomo e ha dimostrato il suo valore dirigendo egregiamente una casa da gioco, sa di non appartenere alla buona società e non dimentica le sue umili origini. Soprattutto perché persone altezzose come Lady Ophelia Lyttleton, cara amica della sorella adottiva, non perdono occasione per rinfacciargliele. Quando però Drake salva la giovane dal Tamigi e approfitta della sua temporanea amnesia per farle credere di essere la propria domestica, scopre che al di là della maschera di arroganza c'è una donna vulnerabile e meravigliosa, di cui è facile innamorarsi. Ma cosa accadrà quando lei recupererà la memoria e scoprirà il suo imperdonabile inganno?


RECENSIONE
"A volte, anche adesso che era adulto, sentiva ancora emergere la collera, però aveva imparato a dominarla. Soprattutto in quel luogo, con i nobili pieni di soldi che scialacquavano capitali girando una carta o lanciando un dado. Drake sapeva chi erano. Lord, secondogeniti, terzogeniti. Ne conosceva le ricchezze, il prestigio, le abitudini, le debolezze. Era in grado di prevedere chi si sarebbe allontanato con le tasche vuote e avrebbe cercato un'ereditiera per riprendere a giocare. Duchi, marchesi, conti e visconti. Tra quei muri il rango non contava. Erano tutti uguali."
Ed eccoci al secondo volume, in cui il protagonista è Drake Darling. Ex bambino di strada, dopo la morte di sua madre, uccisa, e del padre, assassino e ladro che è stato giustiziato, è cresciuto con i duchi di Greyston, che gli hanno permesso di vivere una vita agiata. Ormai adulto, è diventato il direttore della casa da gioco di Jack Dodger, e la dirige in maniera perfetta, dando tutto se stesso per dimostrare, agli altri ma anche a se stesso, di essere capace di fare qualcosa nel modo giusto. Tuttavia, pur essendo circondato da nobili e lord, ed essendoci cresciuto in mezzo, con migliori amici che sono ricchi lord, lui non fa parte della nobiltà. E se non gli è chiara la sua estraneità, ci sarà sempre qualcuno pronto a ricordarglielo, come Lady Ophelia Lyttleton, migliore amica della sorellastra di Drake. Ma Drake non è l'unico a non trovarsi a suo agio nella propria pelle. Pure Lady Ophelia nasconde un segreto, che non può essere rivelato. Quando però, dopo anni di screzi e insulti da parte della bella nobildonna, Drake la ritrova sulle sponde del Tamigi in fin di vita, non crede ai propri occhi, soprattutto quando scopre che Lady Ophelia non ricorda più nulla della propria vita. Come non approfittarne? Allora le fa credere di essere una domestica. Solo che, quello che doveva essere uno scherzo di pochi giorni, si trasforma in qualcosa di più. Drake si abitua a tornare a casa e trovarla lì a cercare di ricordare qualcosa e, conoscendola meglio, si rende conto che la vera Phee non è poi così male come persona. Tra segreti e inganni, toccherà a Drake scoprire cosa le è accaduto, e non solo per averla portata quasi in fin di vita sulle rive del fiume, ma anche a farla diventare così tanto cattiva e snob come lui la conosceva. E forse la vera domanda a cui dovrà trovare una risposta è se la vera persona verso cui sta iniziando a provare dei sentimenti sia Lady Ophelia o Phee.
"Ophelia continuava a tremare. Le lacrime le inondavano il viso e gocce di sudore le imperlavano il collo. Stava di sicuro scomoda in quel lettuccio. Come gli era venuto in mente che sarebbe stato spassoso costringerla a dormire sulla branda, quando c'era uno splendido letto libero per quasi l'intera
notte? Ogni idea di rivalsa svanì. Drake voleva solo che lei si sentisse al sicuro."
Finalmente è ritornata la Heath che conoscevamo. Dopo il primo volume che non convinceva, questo è quello che invece mi aspetto dai suoi libri. 
Drake è un uomo che ha conosciuto abbastanza dolore nella vita, e non dimentica da dove è venuto, perché è convinto di non potersi permettere di essere se stesso, a causa delle proprie origini. Anche per questo non ha nessuna intenzione di sposarsi e crearsi una famiglia, per paura che i geni di suo padre possano duplicarsi. Phee invece è una donna fortissima. Dopo aver avuto un'infanzia segnata da un'educazione severa, che l'ha convinta di essere sempre un passo avanti agli altri, ha avuto un'adolescenza che invece le ha lasciato delle ferite. Il motivo per cui disprezza Drake non ha niente a che vedere con la propria classe sociale. Verso quest'uomo così bello prova un'attrazione che non si può permettere e fa di tutto per allontanarlo, anche farsi odiare. 
Inizialmente non si capisce il perché del comportamento di Phee, che avevamo conosciuto nel volume precedente come una delle migliori amiche di Grace, e che sembrava una ragazza dolce e pronta a tutto pur di aiutare l'amica. Man mano che il libro va avanti, però, capiamo che il suo è solo un modo per proteggersi. Quando perde la memoria e deve ricominciare da zero, nella sua mente sono ben saldi alcuni principi, come non farsi mai vedere piangere, non fermarsi davanti a nulla, che ci fanno solo intravedere come sia stata la sua vita precedente. E quando finalmente ricorda e rivela il suo passato non possiamo che provare dolore per quello che ha dovuto sopportare, ma ispira anche tanta tenerezza per il modo in cui è riuscita a non andare in mille pezzi.
Phee è entrata a far parte delle mie protagoniste preferite, per la sua forza e la sua resistenza. Drake è invece uno di quei protagonisti a cui è difficile trovare un difetto. Oltre ad essere un bell'uomo, cerca di fare l'essere insensibile, ma appena vede le lacrime e il dolore di Phee non resiste dal consolarla e aiutarla a stare meglio, anche se cerca di autoconvincersi che lo fa solo per punirla per il suo precedente comportamento. 
Avrete capito che il libro mi è piaciuto, e pure molto. Quindi se vi piace il genere leggetelo, perché  è uno di quei romanzi che lasciano qualcosa dentro.
"Un tempo ero convinto di essere vincolato alle mie sordide origini e che niente al mondo me ne potesse affrancare.
Sottovalutavo il potere dell'amore.
L'amore di una madre per un bimbo che non aveva dato alla luce. Quello di un padre per un figlio non suo. Quello dei fratelli per un ragazzo che non aveva il loro sangue nelle vene. Quello di una sorella per un orfano adottato dai genitori.
L'amore di una moglie per il marito da lei scelto. Di una donna per un uomo pronto ad apprezzare la sua forza come la sua debolezza. L'amore di Phee, il centro dei miei ricordi più preziosi, il cuore della mia esistenza. Il vero drago che ha ucciso i miei demoni, così come io ho sgominato i suoi."

Voto 




SERIE "LIBERTINI DI ST. JAMES'S"
MINISERIE "SCANDALI A ST. JAMES'S"

domenica 11 febbraio 2018

La rinascita del duca - Recensione

Buongiorno lettori! Oggi sono praticamente addormentata, anche se faccio finta di essere sveglia, perché ieri sera c'era la finale di Sanremo, e quella non si perde neanche durante la sessione, a pochi giorni dall'esame. Oggi vi parlo di La rinascita del duca, di Lorraine Heath, primo volume della miniserie 'Scandali a St. James's'.
Titolo: La rinascita del duca
Titolo originale: When the Duke Was Wicked
Serie: miniserie Scandali a St. James's vol.1
Autore: Lorraine Heath
Editore: HarperCollins
Prezzo: cartaceo € 6.88
          eBook  2.99
Pagine: 318


TRAMA
Londra, 1874 - Henry Stanford, Duca di Lovingdon, ha smesso di vivere una fredda mattina di due anni prima, quando il tifo gli ha portato via l'amata moglie e la loro bambina. Ha quindi mandato al diavolo l'onore e ha annegato il dolore nell'alcol, nel gioco d'azzardo e nei letti scaldati da amanti sconosciute, trascinandosi in un'esistenza inutile. Per questo, benché nutra stima e affetto per Lady Grace Mabry, sua amica d'infanzia, è con un certo disappunto che accetta di aiutarla a distinguere tra i numerosi pretendenti uno che sia interessato davvero a lei e non alla sua generosa dote. Ma più le sta accanto, più ha la sensazione che nessun uomo sia abbastanza per Grace né la possa amare come merita. Nessuno tranne lui, che però ha troppa paura di far tornare a battere il suo cuore ferito.


RECENSIONE
"«È passata mezzanotte e vi trovate nella residenza di un uomo. Cosa vi salta in testa?» le chiese.
«Sono nei guai, Lovingdon. Una situazione spaventosa. Mi occorre il vostro aiuto.»
Lui stava per esortarla a cercare assistenza altrove, ma di fronte ai suoi grandi e angelici occhi blu non ebbe altra scelta che invitarla a spostarsi nella biblioteca. Aveva sempre avuto quell'effetto irritante su di lui, sin da quando era bambina e lo guardava come se fosse stato un cavaliere errante, capace di sconfiggere i draghi."
In questo volume i personaggi sono due figli di due coppie che avevamo conosciuto nella serie precedente, e quindi ci verranno presentati Henry, duca di Lovingdon, figlio di Olivia e figliastro di Jack Dodger, e Grace, figlia di Frannie e duca di Greystone. 
Henry, il bambino che avevamo conosciuto nel secondo volume (recensione qui), dolce, che si preoccupava per la propria madre è ormai scomparso. Dopo che la tisi gli ha portato via moglie e figlia, ha deciso di vivere tutte le avventure e tutti i vizi che aveva evitato in gioventù, pronto a portare avanti una vita senza legami e sofferenze, fatta solo di divertimenti passeggeri. Questo fino a quando Grace, sua amica sin da bambina nonostante la differenza di età, gli chiede aiuto. Infatti è ormai in età da marito, ma la sua ricca dote le impedisce dii capire chi, tra i suoi tanti pretendenti, è sincero e chi invece la vuole solo per i soldi. Lei ha sempre sognato l'amore, quello passionale e completo che ha conosciuto con i suoi genitori, e non vuole accontentarsi di meno. Chi meglio di Lovingdon, che quell'amore lo ha conosciuto, può aiutarla a capire chi prova veri sentimenti per lei? 
Quello che però non ha messo in conto è che forse quella che lei credeva una semplice cotta adolescenziale, non lo era. E se, invece di aiutarla a trovare il vero amore in un altro uomo, le farà capire che il vero amore lo ha già trovato, ma non è ricambiato? E Lovington, sarà capace di resistere a quella che ha sempre considerato una ragazzina, ma che è diventata una donna bellissima e affascinante?
"Non esistevano parole adeguate per descrivere quello che Lovingdon pensava di Grace. La voleva vedere felice. Sperava che trovasse l'amore. Aveva voglia di rapirla e condurla in una torre isolata, così che non conoscesse mai il dolore della perdita. Si rese conto in quell'istante che aiutandola a realizzare la sua grande aspirazione la condannava a patire pene insopportabili. Si augurava soltanto che fosse avanti negli anni e troppo vecchia per avvertirle nella loro piena intensità. Sì, un amore destinato a durare tutta la vita era quello che desiderava per lei. Tuttavia non glielo poteva garantire."
Devo essere sincera, mi aspettavo di più. Penso che sia stato troppo veloce, e non per la brevità del numero di pagine. La storia si sviluppa com'è solito della Heath. La vicinanza dei protagonisti li porta a provare un'attrazione sempre più forte, trattenuta a causa di segreti e del passato.
La prima parte è abbastanza convincente, anche se non ho ben capito perché Grace chieda aiuto proprio a lui, se non perché ne è ancora innamorata. Ma non dà un'altra motivazione neanche a lui, questa domanda non è presa in considerazione. 
La seconda parte, con i relativi intrighi, è proprio troppo veloce. Soprattutto la fine, sembra che avvenga tutto in un millisecondo.
Mi dispiace, perché i personaggi mi sono piaciuti, sono ben caratterizzati. Grace è il misto perfetto tra i suoi genitori, la fermezza di carattere della madre e il carisma del padre.
Lovingdon è stato, ovviamente, segnato dalla vita, e dopo essersi chiuso in una bolla per due anni, grazie a Grace comincia a uscirne e a guardare il mondo intorno a sé, preoccupandosi dei suoi cari, come loro si preoccupano per lui.
È stato bello anche rincontrare i personaggi già conosciuti, vederli cresciuti ma sempre un po' mascalzoni, perché in fondo lo sono nell'anima.
E mi è piaciuto anche come la scrittrice è riuscita a far comprendere che si può amare anche due persone, perché la vita ci cambia e ci dà la possibilità di andare avanti, senza però dimenticare ciò che è stato, e che ci porteremo dentro per sempre.
Tutto sommato è un bel libro, che consiglio sicuramente, però non l'ho trovato all'altezza degli altri, tutti curati nei minimi dettagli. 
«Esatto. Chi vi ama davvero pretende un resoconto preciso di tutti gli istanti che avete passato lontana da lui. Non per gelosia, ma perché ha sentito da morire la vostra mancanza e si vuole assicurare che siate stata felice anche mentre eravate separati, poiché ha pagato con la solitudine la vostra assenza.
Quasi tutto ciò che vede gli richiama alla mente voi. Qualunque cosa faccia, vi vorrebbe al suo fianco per condividere l'esperienza. Anche se giudica noiose le attività che interessano a voi, è sempre pronto ad accompagnarvi. Tiene sempre in tasca un oggetto che gli ricorda voi. Magari è un gingillo insignificante e, in apparenza, privo di valore: il bottone di un abito, un fazzoletto con il vostro profumo, un medaglione con un ciuffo dei vostri capelli, un petalo del vostro fiore preferito, una lettera che avete scritto; non per forza un messaggio affettuoso, basta che sia vostro. Fa tesoro di ogni
sorriso che gli rivolgete. Ha sempre voglia di farvi ridere. Si sveglia nel cuore della notte al puro scopo di contemplarvi mentre dormite.»

Voto 



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